Recensione
Cover image
Genere

turntabilism

Data di uscita

Febbraio 2010

Pubblicazione

05 Aprile 2010

Rob Swift

The Architect

Ipecac Recordings

Basta poco perché un disco basato sull’abilità tecnica si trasformi in sfoggio onanismo: da questo punto di vista tra un autocompiaciuto virtuoso del Technics SL-1200 e l’invasato della sei corde alla Steve Vai non v’è alcuna differenza. Idem quando ha la meglio un approccio che saggiamente considera i “mezzi” per quello che concretamente sono. Accade in modo costante in questo nuovo lavoro di Rob Swift, esordio per Ipecac, la cui gestazione è iniziata diciotto mesi prima dell’uscita ufficiale: considerando la sua riconosciuta destrezza (testimoniata - tra numerosissime partecipazioni e onorificenze, apparizioni televisive e in festival jazz - nel 2009 dal DVD As The Technics Spin), Swift si appoggia a una robusta conoscenza della sostanza sonora e ne esce salvo.

Frammentaria com’è tipico e giusto, questa mezz’ora abbondante spazia da fondali orchestrali (Mozart, Bach e Chopin nel background del ragazzo: ascoltare Spartacuts prima di inorridire) a goticismi, da sospensioni stridenti a visioni cinematiche unificate da groove plastici. Roba fina, anche se non si toccano i vertici del giovane DJ Shadow (referente dei passi d’impronta metropolitana) o di certe frange estreme della scena hip-hop. I tre “movimenti” di Lower Level e le due tracce arricchite dal rimare di Breez Evahflowin inducono a riascolti non di mera cortesia, essendo qualsiasi orpello ridotto al minimo se non assente. Fan ed esperti hanno di che apprezzare.

(6.7/10)

Scheda: Rob Swift

Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2010)