Recensione
The Diary Of The Unforgotten Selbstportrait VI Roedelius
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Roedelius

The Diary Of The Unforgotten Selbstportrait VI

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La chiave di lettura per questa ennesima uscita dell’alchimista sta nel (sotto) titolo. Trattasi del sesto capitolo della serie “autoritratto”, al cui interno Roedelius rispolvera in perfetta solitudine materiale lasciato nel cassetto: nel caso specifico, l’ora che qui scorre - tra gassose elevazioni d’elettronica campestre e un classicheggiante ristagnare di acustici tasti - proviene dal lustro '73 '78, dall’amato ritiro di Forst come dalla località austriaca di Blumau. Nastri, chissà, forse accantonati tra una sessione con Moebius e Rother, un’insalata con Brian Eno e un caffé lungo tutti assieme.

Musica solo apparentemente immobile ma che, come sempre, nasconde l’indole inquieta tra le pieghe quando la esplicita. Dopo aver ritratto il futuro dell’occidente industriale che è divenuto questo presente, in lui aveva all’epoca prevalso l’essere umano. Riaffiorava così il pianista che stira i suoni come acquerelli e lo stesso fa con i sintetizzatori, cavando dal cilindro rifrazioni, brume e atmosfere stranianti allorché finge di rassicurare. E inscena per lo più pagine d’accademia punteggiate di qualche colpo d’ala, quantunque lontano dalla grandezza “vera” del suo educato Genio. Che è chiaramente da cercarsi altrove, tuttavia guai a sottovalutare l’artista quando dipinge se stesso.

(6.8/10)

Scheda: Roedelius

Pubblicazione: 10 Aprile 2010

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2010)

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