Recensione
A Book Of Songs Baby Dee
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folk cameristico Voti redazione e staff

Baby Dee

A Book Of Songs

Drag City

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Ritorno al futuro per Baby Dee. Il passo successivo all'eccellente Safe Inside The Day è un ritorno ad un lavoro pubblicato in pochi esemplari, poco più che un demo registrato in autarchia nel 2001 e da tempo ormai introvabile. Riarrangiati da Maxim Moston, già al lavoro con Antony and the Johnsons, i pezzi che compongono questo A Book Of Songs sono altrettanti lieder cameristici con nuances teatrali. Archi, legni, piano e arpa costituiscono un trepido fondale per la voce incredibile di Dee: un impasto di solennità e abbandono, fragilità ed ebbrezza, dolore ed estasi, con quella capacità di galleggiare tra rappresentazione e intimità, tra crepuscolo solitario e luci del palcoscenico.

Il tema è l'amore, ovviamente, ovvero il diritto d'amare e di essere amati, malgrado tutto e tutti. Un tema che sta particolarmente a cuore al Nostro, che ci regala interpretazioni notevoli quali l'accorata Black But Comely, la guizzante Lilacs, l'angelica Love's Small Song e la desolata Unheard Of Hope. Bel disco, ideale alternativa all'ultimo di Joanna Newsom, come se di quello fosse un fratello senz'altro minore ma forse più saggio. 

(7.2/10)

Scheda: Baby Dee

Pubblicazione: 21 Marzo 2010

File under: folk cameristico

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2010)

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