Con Propellor Time Robyn Hitchcock riprende il discorso lasciato nel 2006 con Olè Tarantula, quando per la prima volta era stato affiancato dai Venus 3 (Peter Buck, Scott McCaughey e Bill Rieflin); infatti i pezzi che sarebbero diventati l’ultimo album sono stati messi da parte, in favore di un altro disco, Goodnight Oslo pubblicato l’anno scorso, composto di materiale successivo sempre con i Venus 3.
La formazione si arricchisce in Propellor Time di ulteriori ospiti, come Johnny Marr, John Paul Jones, Nick Lowe e Chris Ballew (Presidents Of The United States Of America), confermando l’ex-Soft Boys ancora padrone di quel songwriting tra rock e psichedelia, psych e folk, ironia e malinconia che lo ha reso un capostipite di questo genere.
Hitch realizza un disco compatto questa volta, degno seguito della “tarantola”, che sancisce l’amalgama perfetto con i compagni di viaggio e soprattutto la tenuta della sua scrittura. Una vitalità ancora fresca e una prolificità invidiabile.
(7.2/10)
Scheda: Robyn Hitchcock
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