Recensione
Devil's Halo Meshel Ndegeocello
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adult oriented black Voti redazione e staff

Meshel Ndegeocello

Devil's Halo

Mercer Street

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In questi tempi di citazionismo senza copia carbone, e post-modernismi facili facili, far propri i modelli invece di frullarli è merce rara così come sentire una formazione suonare come dei Police in salsa soul, una Sade dub con smalto chamber e funk liquido o ancora la mestizia ultra chic degli Everything But the Girl (Bright Shiny Morning) libera dai soliti Ottanta.

Meshell non è proprio una ragazzetta. Nata a Berlino nel 1968 ma americanissima - risiede tutt'ora a Los Angeles -, si divide tra nominations ai Grammy e qualche vezzo da star, e con Devil's Halo arriva all'ottavo album solista. Nel passato il più grande successo lo deve al duetto con John Cougar Mellencamp (la cover di Wild Night di Van Morrison), fulgido apice di una carriera spesa come musicista aggiunta di Alanis Morisette, Rolling Stones e tanti altri. Oggi è autrice di un soul morbido, adulto e smaltato dub, che alla bisogna svirgola verso il rock o magari nei pressi della prima Goldfrapp (Love You Down).

Uscito lo scorso ottobre in America e negli Uk e ricoperto di plausi planetari, Devil's Halo esce anche da noi senza essere invecchiato. E' un lavoro fresco e d'esperienza, giocato in sicurezza per una buona metà (Die Young) e in cui manca probabilmente una hit vera (la andy summeriana Tie One On è semplicemente un ottimo arrangiamento), non di meno, uno di quei dischi nu soul degni di più di una nota a margine.

(7.0/10)

Pubblicazione: 23 Marzo 2010

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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