La Sub Pop è un'etichetta che sta cambiando pelle. Passata in secondo piano la cotta per la formula alt.country che ne ha caratterizzato le produzioni recenti, è tempo di guardare altrove. Meglio se al passato. Così, fedele a quel corollario della legge dell'entropia che afferma che nel pop nulla si crea e nulla si distrugge, l’abbiamo vista rinfrescare la propria estetica con il noise degli AFCGT, gli abboccamenti grunge dei No Age e il lo-fi di Dum Dum Girls e Male Bonding.
Adesso è la volta dei celebratissimi Happy Birthday, il cui noise pop si inserisce perfettamente in quella riscoperta del sound dei primi 90s che pareva inevitabile dopo quasi un decennio di 80s revival. L'incipit di Girl FM farà subito girare la testa ai nostalgici di quel pop sbilenco che una ventina d'anni fa era patrimonio di gruppi squisitamente perdenti come Superchunk e Archers Of Loaf. Chitarre che incespicano, ritmiche spezzate, spasmi rumoristici e slackness di fondo: tutte cose che scalderanno il cuore a chi (come il sottoscritto) è cresciuto a pane e Pavement.
Purtroppo, con lo scorrere dei pezzi, si fa strada la fastidiosa impressione che Kyle Thomas e compagni amino unire questi elementi ad un'inopportuna passione per certo stucchevole pop dei 70s, roba alla 10cc per intenderci, ovvero quella parte di storia del pop che neanche il tempo è riuscito a nobilitare. Un connubio capace di generare strani ibridi a base di chitarre a bassa fedeltà, assoli tamarri e falsetti che sfiorano la parodia.
Peccato davvero, anche perché altrove il gioco funziona: succede quando le melodie si fanno più compiute, la voce meno nasale e il chitarrismo, pur restando piacevolmente slabbrato, diventa più essenziale.
Segno che la misura resta una dote da cui è impossibile prescindere.
(5.5/10)
Scheda: Happy Birthday
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