Recensione
Copenhagen Micol Martinez
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canzone d'autore Voti redazione e staff

Micol Martinez

Copenhagen

Discipline Venus

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Poco spazio ma anche pochi nomi interessanti per il cantautorato italiano al femminile. Dietro la solita Consoli, una Donà di cui attendiamo il ritorno, e qualche nome ormai storicizzato senza troppi trionfi (Turci) c'è campo aperto per esordi come questo di Micol Martinez. Produce Cesare Basile, partecipano tra gli altri Enrico Gabrielli e Rodrigo D'Erasmo ad aggiungere quel tanto che basta su strutture folk-rock che al siciliano devono molto, sia nell'essenzialità di scrittura e arrangiamenti che nella tensione poetica più votata al lato femminile dell'esistenza che a quello tragico-biblico.

Martinez parte insomma da basi solide che la portano ad approdi piuttosto prevedibili ma non per questo carenti di sostanza (PJ Harvey nella scansione elettrica di una title-track decisamente berlinese; la Cristina Donà di Nido nella sensuale Il cielo). Di suo aggiunge interpretazioni precise (è anche attrice) ed almeno due canzoni che lasciano intendere quanto sarà interessante l'evolversi del progetto. In Testamento biologico parla di fine vita senza speculazioni retoriche ma con l'altera autorevolezza di un Ivano Fossati; mentre Donna di fiori è la canzone che chi scrive ha fatto vincere nell'ipotetico Sanremo che ci siamo inventati per il Re-boot di marzo. Come si diceva là, da conservare intatta e promuovere. E vista la scarsità di materia prima di cui all'inizio, possiamo dire sia decisamente il caso di accorgersi di lei.

(7.2/10)

Scheda: Micol Martinez

Pubblicazione: 24 Marzo 2010

File under: canzone d'autore

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