Restano in due i Jaguar Love. Per chi si fosse perso la puntata precedente (Take Me To The Sea di un paio di anni fa) la defezione riguarda il batterista Jay Clark, così che ormai la sigla è roba degli ex Blood Brothers Cody Votolato e Johnny Whitney. E se possibile i due riescono a fare anche peggio di quel disco, già piuttosto brutto di suo.
Andiamo però con ordine. Per primo le musiche: quanto di più banale si possa estrarre da synth, drum machines e chitarra. Immaginate i Death From Above 1979 senza ironia e con un centesimo dell’impatto, impegnati in una synth-wave danzereccia finta e melensa. Un concentrato di finto-spigolosità alternativa inscenato su immaginari futuribili quanto poteva esserlo la scenografia di Spazio 1999.
Poi la voce. Quella di Whitney è sempre stata particolare con quel falsetto schizoide e da castrato, ma all’epoca era funzionale alle riottose aperture screamo dell’ex band. Inserita in un contesto catchy zuccherosamente elargito per le comunity finto-ribelli post-MTV, si trasforma in un’arma di devastazione di massa. Roba da orchite immediata e senza possibilità di fuga. Forse c’è un intento ironico dietro tutto ciò, ma se così fosse non l’abbiamo colto.
(4.5/10)
Scheda: Jaguar Love
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