Recensione
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Genere

canzone d'autore

Data di uscita

Marzo 2010

Pubblicazione

19 Marzo 2010

Canemorto

Canemorto

Music Valley

Più attenzione e un pizzico di furbizia a volte non guasterebbero. E' necessaria una cover di Ivan Graziani quando vocalmente si è pressoché identici? Perché rischiare dunque un simile misunderstanding identitario come fa Canemorto in questo esordio omonimo? Antonio Nardi, già nei Colya (un ep e un singolo, Laura, in buona rotazione nel 2005), a tratti scrive e sicuramente canta come l'autore di Firenze (canzone triste). Non lo fa (del tutto) apposta, è la sua voce. Però pensa bene di mettere in tracklist proprio una rilettura di quel brano, peraltro fin troppo smaltata. Ed è un harakiri. Anche perché il resto naviga zelante su rotte novantiane di Afterhours impoltroniti, enfasi Muse giusto in apertura (A 300 all'ora), e quasi a metà la scoperta a dir poco bizzarra di un inno calcistico (Fiorentina) versato shoegaze e violini cameristici.

E' chiaro che Canemorto cerchi una via personale alla canzone d'autore ereditandone lo stile, l'impegno, e opponendo alla nostalgia soluzioni nuove, tratte per lo più dagli ultimi vent'anni di rock anglo-americano (Leopoldo Giachetti e Martino Mugnai dei Velvet Score a dare una mano). E date le premesse, è anche ovvio che queste soluzioni nuove manchino, ma fa niente. Il nodo è semmai un altro: che ad arrancare sono proprio le canzoni, perse tra rock'n'roll a salve (Se ritornasse il Signor G), cromatismi elettronici che hai voglia a vederli i Primal Scream (Aeroplani) e una stanchezza diffusa che solo in un episodio si riprende (Giuliano non lo sa ha la stessa rotondità suadente di certo Graziani, ma rimane un bel pezzo).

Costui ha vinto nel 2008 il Premio De André? Mah...

(5.2/10)

Scheda: Canemorto

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Luca Barachetti
Luca Barachetti (Album 2010)