Recensione
Hangover The Top Marvin
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noise-rock Voti redazione e staff

Marvin

Hangover The Top

Africantape

Trans Am sballoni, Devo psicotici, heavy-metal futuribile alla Fucking Champs, strabordare di synth in overdrive, catalessi math-noise. Questo è una minima parte di quel che ci offre il comeback del trio misto di Montpellier: noise-rock futuribile ai suoi massimi livelli per trasporto e applicazione con pregevole compattezza di suoni e mobilità schizofrenica di strutture a far da contorno.

Fred alla chitarra, Greg alla batteria e la graziosa Emilie alle tastiere propongono una musica potente e screziata, capace di far convivere molte anime diverse su un sostrato riconoscibilmente math-noise per volumi, frenetici cambi di passo e intrigo di strutture: passaggi neanche tanto velatamente metal (Conan Le Bästard, Roquedor), ossature ossessivamente reiterate da disco-bar venusiano e prog alieno (Good Radiations), tour de force strumentali che collidono con ritmi pestonissimi da disco demente (Fear), ipervitaminizzati assalti all’arma bianca da terroristi sonici doc (Au 12). Il tutto sempre ben amalgamato ed equilibrato, seppur sulla carta potrebbe sembrare un ibrido stucchevole o forzato.

Il conclusivo omaggio al Brian Eno obliquamente pop di Here Comes The Warm Jets non passerà certo alla storia con la sua rielaborazione noisy, ma da la misura dell’apertura mentale dei tre e di una scena francese che sembra aver recuperato terreno alla grande non solo sul versante garage.

(6.9/10)

Scheda: Marvin

Pubblicazione: 20 Marzo 2010

File under: noise-rock

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