In un momento in cui il dubstep è solo uno dei possibili generi, le etichette che contano si fanno notare smarcandosi dai tag più prevedibili. Una di queste è (da sempre) la Hyperdub del DJ e teorico Kode9. Invece che andarci di melodia o di ritmi affini alla techno, il nuovo acquisto Sara Abdel-Hamid punta sulla produzione.
La ragazza propone un album contaminato dai giochini per nerd degli amici wonky, infatuati per il lo-fi a 8 bit (Idiot, R.e.s.o.l), ma non si nega nel contempo alle profondità di esplorazione dubstep del capitano Nemo aka Scuba (Yoshimitzu: sogno e distopia bladerunneriani). In più, grazie all'amore per le Roland, si anima con le istanze house old school (They Are All Losing The War), si scontra con il canone dei laser superimposto dalla label (Heston) e non resiste alla prova di contaminazione con ritmiche che ricordano l’uptempo/baile di M.I.A. filtrato dalle visioni di Zomby (Psoriasis), per concludere con una nostalgia ereditata dai Crystal Castles mescolati a Kavinsky (Video Delays).
Che il suono di Londra sia un continuum lo sapevamo ma che una ragazza potesse uscirsene con un trattato così complesso di ritmiche e di spensieratezza elegantemente misurate, proprio non ce l’aspettavamo. Un concentrato di idee e di savoir faire musicale inusitati. Primo disco dell’anno per chi scrive.
(7.5/10)
Scheda: Ikonika
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