Che attraversino le lande Sebadoh discorrendo con Sonic Youth e Oneida sulla loro identità (l'esordio Sing the Grays, 2007), o cavalchino folkeggianti stalloni acustici con inaspettate reminiscenze Counting Crows (il seguito The Midnight Organ Fight, 2008) ai Frightened Rabbit non riesce mai di muoversi dal canovaccio che disco dopo disco decidono di gare loro. E pure The Winter Of Mixed Drinks non è da meno, nonostante l'ingresso di un quinto elemento (Gordon Skene: chitarra, tastiere, cori) e l'ottima vena della scrittura di Scott Hutchison.
Lo spunto è un recupero new wave portato a casa – pardon: al college – con virulenta energia tutta canadese. In pratica l'impazienza di chitarra e batteria e la coralità anthemica degli Arcade Fire talvolta ulteriormente infiammate da incandescenze elettriche o facilitate da apertura di ritornelli alla meglio. Ciò che ne esce è piuttosto divertente e ben suonato, ma troppo omogeneo. Meglio prenderli per singoli episodi allora (Things, Skip The Youth) o sperare che al quarto disco provino a stupirsi, e a stupirci.
(6.4/10)
Scheda: Frightened Rabbit
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