Con la loro repentina sparizione dalle scene all'apice
del successo, i Verve divennero IL buco nero della nebulosa brit pop. Che in
qualche modo esigeva d'essere riempito, se non altro per colmarne l’epocale
senso di coitus interruptus. Tutto ciò, assieme alle controverse e spesso
anonime prove dei membri in diaspora, spiega in parte il perché di questa
reunion e di questo Forth, album del tutto fuori sincrono rispetto ai tempi, quasi
fosse un corpo precipitato dalla ucronia che pervade i vostri sogni più dolci o
i più atroci incubi secondo il caso. Sotto l'equivoco ingenerato dal singolo Love Is Noise - ovvero come pasturare ad
accigliato wave pop la trepidante platea - si agitano infatti ballate
dall'enfasi tesa e imbronciata calcate sui gloriosi quanto vetusti cliché di Lucky Man e History (sfiorando il conclamato auto plagio con Rather Be e Valium Skies) oppure excursus acidi senza troppo quartiere né
criterio memori delle lisergiche cavalcate periodo A Storm In Heaven (si
prendano Noise Epic e l'iniziale Sit And Wonder).
Trattasi insomma di un
tentativo di cogliere l'intera cifra espressiva della band degli ex-litiganti
Ashcroft e McCabe. La qual cosa sarebbe anche apprezzabile rispetto ad un
prosaico tentativo di battere cassa sulla scia milionaria folk-pop di Urban
Hymns, non fosse che purtroppo la vena si attorciglia attorno ad una
sclerosi talora imbarazzante, snocciolando idee col contagocce per poi diluirle
in un profluvio di effettistica (emblematiche in tal senso I See Houses, Numbness e Columbo). Verrebbe quasi da dire:
peccato. Perché poi una Judas o una Appalachian Springs potrebbero tener
testa d’amblé al miglior catalogo Coldplay,
e suonano come se fossero state scritte in bellissima disinvoltura Insomma, ce ne faremo una ragione, come del resto avevamo già imparato a
fare da un decennio a questa parte.
Il principale merito dei Verve in fondo non fu quel certo indubitabile ma non trascendentale talento, quanto la capacità o la fortuna di trovarsi al posto giusto nel momento giusto per metterlo in pratica. Certe congiunture però sono treni che difficilmente passano due volte.
(5.5/10)
Scheda: The Verve
Pubblicazione: 01 Settembre 2008
File under: psych/folk
Abbonati al feed di Stefano Solventi
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network










