Recensione
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Genere

cantautorato folk

Data di uscita

Gennaio 2010

Pubblicazione

08 Marzo 2010

Paolo Saporiti

Alone

Universal

L'atmosfera è la stessa delle prime due uscite su Canebagnato Records: quella di un autunno in risveglio, attraversato dai primi lievi raggi di sole, con l'aria odorante di terra, malinconie e sofferenze. Ma le coloriture sono maggiori, ampliate dai complementi sensoriali di un Teho Teardo che cura produzione e arrangiamenti: dunque accanto al legno-corda della voce e della chitarra ecco oscurità di cello, rhodes e pianoforti gocciolanti, luccichii di glockenspiel, beat materici e soprattutto un quartetto d'archi a volteggiare setoso. Insomma l'apertura ideale per il folk classico di Paolo Saporiti – voce interiore e granulosa ma capace di innalzamenti ampi come landascapes – alla sua prima volta su major.

Teardo non invade, piuttosto scontorna, e solo in un caso (il nervosismo di elettrica e costole elettroniche di Haven't you heard?) dimostra cosa sarebbe un disco firmato a due mani. Un po' come se Bonnie "Prince" Billy o il primo Devendra Banhart passassero dalle radici ai rami (l'apertura in quasi soundtrack di I could die alone) e dai rami al cielo (le splendide ascensioni emozionali di A real love e Fever), così questi due insieme potrebbero fare grandi cose, magari non solo in inglese ma anche in italiano, vedasi in fondo una travolgente e più comunicativa Gelo. Che non si fermino qui.

(7.0/10)

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Luca Barachetti
Luca Barachetti (Album 2010)