Si espande l’universo Expo'70. Per l'ennesimo dilatatissimo trip space-rock, Justin Wright, deus ex machina del progetto, prende con sé Matt Hill (basso, acustica, synth), David Williams (percussioni, gong) e Jam (percussioni e guida spirituale) allargando a dismisura il proprio universo. Più che una svolta stilistica - referente principale è sempre quel kosmische sound da buco nero - è l’interazione di un quartetto di musicisti (seppur in modalità rigorosamente impro) ad aggiungere sale ad una proposta che altrimenti rischierebbe di fossilizzarsi sulle volute psych della chitarra di Wright.
Episodi come I Nzambi Awaken e Your Beard Is Growing Psychic sfruttano non solo i cavernosi e dilatati riverberi della chitarra, ma anche strumenti apparentemente altri come gong tibetani e percussioni etniche, innestando un pulsare ritmico alieno al contesto. Oppure Chandra che rimbalza flutti di synth in una atmosfera priva di gravità, come fossero segnali radar lanciati migliaia di anni-luce fa nel profondo del cosmo. Si sarà capito che, nonostante una mole impressionante (79 minuti l’album a cui si aggiunge un bonus cd con tre lunghe composizioni per altri 50 minuti di musica) e un suono ormai fortemente caratterizzato (la trasversale cosmica dei suoni kraut, acid-rock, spacey dell’ultimo trentennio che fa bella mostra di sè in Journey To The Sun, Amplifying Umbras, The Gathering), Sonic Messenger è più di un seguito ben fatto: sposta i paletti del genere verso nuove dimensioni e tenta un approccio personale nel rivitalizzare il kraut tanto in voga ultimamente. Nella kosmische infatti, Expo '70 è un classico con tanto di podio assicurato.
(7.5/10)
Scheda: Expo \'70
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