Recensione

Liars

Sisterworld

Mute

Bookmark and Share Gallery

Sisterworld è un disco cupo e coerente. Appare subito – già nella sovrastruttura - come un concept. Andate su www.thesisterworld.com, sito dell’album - che, come spesso negli studi di design, finisce a coincidere con il sito aziendale, per il periodo per cui quel prodotto è il prodotto di punta: vedrete un’ambientazione di naufragio, di isola deserta, con i tre soli Liars ad animarla. Provate ad andare su liarsliarsliars.com – il vecchio sito della band - e avrete accesso solo al video di Scissor (singolo anticipazione di Sisterworld): ancora una volta il tema del naufragio, che, tocca dirlo, non è mai stato così vicino alle corde del popolare a 360 gradi, serialismo televisivo compreso, evidentemente.

Del resto, i Liars sono i più bravi, a confezionare concept, ma non nel senso di concept album, ma da un punto di vista progettuale, come di concept di progetto, di idea da disseminare in tutta la coop advertising. In primis nella musica. C’è sicuramente, nelle canzoni di Sisterworld, una forte unità stilistica. È come mettere insieme, prevedibilmente, Drum's Not Dead (come senso di unità) e Liars, per accessibilità (e accesso effettivo) alla forma-canzone rock. Non parliamo di strofe e ritornelli, ma della possibilità di tagliare, come agrimensori, il disco alla scala del singolo brano – e ognuna delle tracce lo consente, è un’unità che può bastare a se stessa – e dell’album intero, senza che il passaggio si faccia notare. I brani sono però, per così dire, intercambiabili, nessuno rimane indelebile nella memoria, e forse di dischi come questo Angus e soci ne sanno e possono fare mille.

Il gioco tra micro e macro, tra immagine coordinata e composizione, vale anche per l’impatto delle canzoni, dalla costruzione impeccabile; fredda forse, ma riscaldata da un arpeggio/tema preso direttamente (espressamente?) da Practice Makes Perfect degli Wire (b-side di Outdoor Miner, anno 1978, e prima traccia di Chairs Missing), che viene introdotto da Here Comes All The People, cullato vistosamente in Drop Dead, ripreso nella finale Too Much, Too Much. Troppo per essere un caso...

(7.0/10)

Scheda: Liars

Pubblicazione: 03 Marzo 2010

File under: rock

| Archivio
Gaspare Caliri
Gaspare Caliri (Album 2010)

Rss
copertina pdf #91