Gabriel Sternberg da Milano porta a compimento la fatidica seconda prova lunga con Like No Season, col quale probabilmente raggiunge una pienezza espressiva definitiva. Tutto un caracollare d'imbambolamenti perniciosi, di angeliche turbe in irrequieta bambagia. Roba che t'incanta giusto un attimo prima di sembrarti melensa. Roba che graziaddio dribbla certe strane fatamorgane new age in virtù di una ineffabile leggerezza.
Fili narrativi arrotolati come zucchero filato radioattivo, trepida malsana dolcezza tra scenografie lattiginose. Melodie cuginastre del David Sylvian più affabile, però anche vagamente lennoniane, vagamente linkousiane, vagamente elliottsmithiane (sentitevi All I Can See Is You). Questo trentenne è - se volete - un enigma che cammina senza toccare terra. Un po' come l'etichetta tedesca Klang:hAUS per la quale esce, della quale non si conosce sito internet, indirizzo, numero di telefono, niente.
(6.9/10)
Scheda: Gabriel Sternberg
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