Recensione
Self Titled Uglysuit (The)
Cover image
dream pop Voti redazione e staff

Uglysuit (The)

Self Titled

Touch & Go / Quarterstick Records

Sei ragazzi da Oklahoma City al debutto con un album pieno di fresca convinzione e strisciante consapevolezza. In un certo senso, frutto spurio di questi lustri che hanno visto implodere ed espandersi le possibilità del folk-pop psichedelico, meditando sulla possibilità di rappresentare e definire nuove frontiere pur restando con la testa e i piedi nel grembo tiepido della tradizione. Potremmo spendere i nomi di Wilco e Radar Bros, di Secret Machines e Jim O'Rourke, bazzicando così una modalità “americana” che indaga in obliquo le proprie possibilità senza negarsi gli incanti più carezzevoli né certi azzardi avant quale lascito della perturbazione post. A tal proposito, una ...And We Became Sunshine sembra fatta apposta per sintetizzare tutta ‘sta poetica, coi suoi oltre sette minuti di peregrinazione trepida e cangiante in una zona franca tra – poniamo - Arcade Fire e Beach Boys, insegnando en passent due o tre cose ai cari Coldplay. Un po' quel che accade, solo con più slancio e turgore immaginifico, nell'altra mini-suite Everyone Now Has a Smile, mentre Chicago e Happy Yellow Rainbow giocano carte più immediate, cavandosela agile tra vibrazioni AOR la prima e stemperando palpiti & strali Phish con struggimenti & furori Grant Lee Phillips la seconda. Questo disco e questa band non sono nulla di nuovo o rivoluzionario, ma dimostrano che non manca mai qualcuno in grado di prendere il testimone, nel sogno apparentemente infinito, perennemente in fieri, dell'Americana. 

(7.0/10)

Scheda: Uglysuit (The)

Pubblicazione: 22 Dicembre 2008

File under: dream pop

| Archivio
Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2008)

Rss
copertina pdf #91