Recensione
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heavy space-rock Voti redazione e staff

White Hills

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Thrill Jockey

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Forse il gruppo heavy più chiacchierato del momento, i White Hills. Portabandiera del rinascimento hard-spacey newyorchese (insieme a La Otracina, Naam, ecc.), i due tornano con un nuovo inizio omonimo in cui, sulla falsariga dell’heavy-drone dell’anticipatorio 12” Dead, tentano nuove vie per il loro peculiare space-rock hard e in overdrive.

Per partorire questo omonimo (edizione in cd e vinile con copertine, pezzi e tracklist diverse) Dave W. e Ego Sensation fanno dunque le cose in grande: i due cocchi di sua santità Julian Cope registrano al The Ocropolis, lo studio williamsburghiano degli Oneida e invitano proprio Kid Millions a sedersi dietro le pelli, aumentando a dismisura potenza di fuoco e libertà espressiva. Dopotutto l’obbiettivo dichiarato da da Dave W. era quello di “let things fly” e chi meglio del Kid poteva assecondare le voglie da psycho-jam dei due?

Il suono appare a tratti più free e slegato dal canovaccio monolitico dello space-rock hawkwindiano delle precedenti release, per addentrarsi in territori contigui, complice (chissà?) l’apporto di Millions: l’ipnotica ed estatica Let The Right One In, le evanescenze fumose di We Will Rise, la glaciale solitudine di Glacial. Piccoli passi in direzioni diverse, forse ancora non troppo convinti, tanto che risulta ovvio dire che le prerogative di base della band restano quelle di genere: dilatazioni post-Spacemen 3, recrudescenze suburbane alla Loop (Dead), cosmic vibes a manetta, wah-wah e slanci hard-rock seventies come se piovesse (Three Quarters).

Un ottimo disco nel suo genere, ma aspettiamo di vederne gli sviluppi futuri.

(6.9/10)

Scheda: White Hills

Pubblicazione: 27 Febbraio 2010

File under: heavy space-rock

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