David Wingo ci riprova e, a due anni dall'esordio, torna a mestare nel pentolino di Ola Podrida. Solito il progetto: dare vita ad un dream folk esorcizzante e autarchico, come dire ecco cosa ti posso sognare in questo scorcio di Texas col cuore in ambasce e tanta voglia di stemperare gli orizzonti tra visioni cinematiche. Per farlo, David sintonizza la calligrafia tra palpiti frugali Iron & Wine, sdilinquimenti Yo La Tengo e fatamorgane Radar Bros., facendo propri al bisogno il malanimo Black Heart Procession (We All Radiant), la facinorosità Neutral Milk Hotel (nella splendida Donkey) e persino - gosh! - certe caligini Clientele (sentite Lakes Of Wine e soprattutto The Closest We Will Ever Be).
Missione compiuta, alla fine: uno stesso trepido incanto percorre le nove tracce. Tanto da lambire una certa monotonia emotiva.
(6.4/10)
Scheda: Ola Podrida
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