Recensione
Mycale: The Book of Angels Volume 13 John Zorn, Mycale
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world / a cappella Voti redazione e staff

John Zorn, Mycale

Mycale: The Book of Angels Volume 13

Tzadik

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Masada è sempre stato un laboratorio e il secondo volume del canzoniere - il Book of Angels - non ha fatto che accentuare proprio il versante sperimentale ed esplorativo del progetto. Zorn le sta provando tutte insomma e arriva adesso a una soluzione che, per quello che ricordiamo, aveva ancora lasciato intentata: l'a cappella.

Le Mycale (il nome è quello del monte della Turchia sul quale si combattè una delle battaglie chiave della resistenza greca contro i persiani) sono un quartetto vocale creato ad hoc, composto da quattro cantanti con carriere già avviate (e che hanno già incrociato la strada di Zorn in passato): Ayelet Rose Gottlieb (israeliana), Sofia Rei Koutsovitis (argentina), Malika Zarra (franco-marocchina) e Basya Schecter (l'unica a essere newyorkese di nascita e non solo d'adozione).

Nessun estremismo galasiano, voci pulite e controllatissime (anche nel virtuosismo), tra slanci solistici ma soprattutto contrappunti che pescano tanto dal folklore quanto dal jazz, connotando le composizioni di JZ con sfumature che vanno dall'Arabia all'Irlanda. Testi poliglotti (come in un moderno esperanto fatto di ebraico, yiddish, ladino, francese e arabo) presi dal poeta persiano Rumi e dalla Bibbia, ma anche da Pessoa. Si poteva rischiare di più, ma interessante.

(7.0/10)

Scheda: John Zorn, Mycale

Pubblicazione: 27 Febbraio 2010

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