Recensione
Atone Glorytellers
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folk Voti redazione e staff

Glorytellers

Atone

Southern Records

Dovessimo stilare una classifica di merito tra i progetti extra-Karate di Geoff Farina, metteremmo probabilmente i nostri Ardecore in cima alla lista. Un esperienza musicale, quella della formazione romana, che ha il pregio di porre limiti precisi allo sperimentalismo innato del chitarrista americano suggerendo al tempo stesso una sintesi profonda e toccante tra musica popolare e rock ibrido.

Non si può certo dire che i qui presenti Glorytellers posseggano le stesse virtù della band italiana, visto che il country-folk entro cui si muovono non è né innovativo né particolarmente memorabile: revivalismo in stile Kings Of Convenience / Pete Molinari / Bob Dylan lontano da ogni forma di stravolgimento stilistico. Inevitabile, del resto, per un gruppo che sembra più interessato al recupero integrale dei dettami del blues rurale (Softly As She Sings) e di certe cadenze acustiche jazzate (Omni Stars), piuttosto che a una rivisitazione vera e propria del linguaggio.

All'opera citazionista si richiederebbe allora almeno un po' di intensità: Atone, invece, dopo aver sterzato ancor più verso la tradizione rispetto all'omonimo esordio, finisce per mostrare una leggerezza incapace di guadagnarsi più di una pacca sulle spalle per qualche buona melodia e una solida perfezione formale.

(6.6/10)

Scheda: Glorytellers

Pubblicazione: 20 Febbraio 2010

File under: folk

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