Recensione
Shake A Bone Son Of Dave
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white guy blues Voti redazione e staff

Son Of Dave

Shake A Bone

Kartel

Racchiuso in una delle più brutte copertine degli ultimi anni, Shake A Bone è il quinto album in un decennio di Son Of Dave a/k/a Benjamin Darvill. Di chi? Esatto: di uno che campava da polistrumentista nelle meteore Crash Test Dummies e, se ognuno ha le referenze che si merita, può pure prendersi le proprie responsabilità. E’ dal 2000, infatti che il ragazzo di Winnipeg snocciola blues da bianco per chitarra, armonica e borbottii vocali che ripete anche qui, sempre uguale a se stesso, per dodici volte.

Si passa dallo stomp in stile Jon Spencer “unplugged” al brano lento, spargendo qui e là qualche venatura pop senza però possedere una penna capace di reggere per più di cinque minuti. Darvill non è la reincarnazione di Buddy Guy e men che meno di Sonny Boy Williamson, ragion per cui qualcuno dovrebbe andare a dirglielo battendogli una mano sulla spalla. Come si fa con gli amici che, pur con tutta la buona volontà e l’impegno, non sono proprio tagliati e ti tocca dirglielo in modo chiaro però pacato. Magari partendo dal fatto che siamo sommersi da tonnellate di dischi inutili.

(5.0/10)

Scheda: Son Of Dave

Pubblicazione: 09 Marzo 2010

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2010)

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