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etno-rock Voti redazione e staff

Spiteri

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Vampisoul

Potenza della persuasione: dalla Vampisoul parlano, presentando questa riedizione, di “magico disco che fonde rock, soul e psichedelia con ritmi venezuelani.” Il che va benissimo, se si pensa a quel 1973 in cui fu pubblicato a cosa passava il convento; se si considera il trascolorare assodato dell’acid rock nel prog, alla coscienza che, dopo essersi allargata, aveva lasciato il passo all’ego. Fanatici delle sonorità britanniche, i fratelli Charles e Jorge Spiteri si trasferivano nei primi seventies a Londra per giocarsi una chance e, tramite una serie di conoscenze, arrivavano alla corte di "Muff" Winwood, fratello di chi-sapete-voi e ora produttore.

Lì la decisione di fondere la tradizione sudamericana con il rock in voga, realizzata una volta reclutati alcuni connazionali e aver attratto l’attenzione di una GM intenzionata a replicare il successo di Santana. Il risultato, riascoltato oggi, reca il marchio dell’epoca in cui fu realizzato: giustappunto una fusione tra il Carlos di cui sopra e i Traffic, invecchiata maluccio perché piuttosto legnosa già in origine. Non dal punto di vista esecutivo, ma per una scrittura macchinosa e poco incisiva e certi arrangiamenti sopra le righe, così che i pochi momenti riusciti sono acustici e vicini al suono della loro madrepatria.

Clandestini, gli Spiteri vivevano in una condizione di quasi illegalità che finì per rivelarsi una pietra al collo: si scioglieranno lasciando ai posteri un LP che i collezionisti - zucche vuote che i dischi manco li ascoltano - si contenderanno a discrete cifre. E pensare che seppero guadagnarsi il plauso di Paul McCartney, Rod Stewart e Steve Winwood: certo che la “musica giovane” se la passava proprio male.

(5.5/10)

Scheda: Spiteri

Pubblicazione: 05 Marzo 2010

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Ristampe, Compile, Live 2010)

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