Si parlava di Sparkle In Grey e del loro primo disco ufficiale di li a venire. Dopo varie traversie A Quiet Place è quindi giunto a destinazione attraverso la Disasters By Choice e un lavoro di produzione e mastering affidato a Giuseppe Ielasi. Quindi significa che tanto il packaging, con l’artwork inconfondibile di Hue, tanto “il gusto e il sapore” dei suoni sono levigati e lucenti come quando fai vedere l’argenteria migliore di casa agli ospiti. E questi sei brani per gli Sparkle In Grey, questo sono in effetti.
L’argenteria migliore di casa, nella misura in cui si dimostrano i
brani meglio pensati e studiati fino ad ora. Limporta l’avevamo già sentita nella compilation A Gift For… gli altri brani inediti ne evolvono in
qualche modo le diverse sfaccettature. Le rotondità elettroniche dei ritmi di Goose Game che incedono, rallentano, si
aggrovigliano per un basso dalle coloriture quasi anni settanta. E ancora il
violino zigano che si eleva su A Quiet
Place o la nenia nostalgica costruita con la chitarra in primo piano di Teacher Song. Da tutti i brani si ricava
come minimo comun denominatore la capacità ormai completamente smaliziata di
far convivere strumentazione elettronica e strumentazione acustica. Non certo
una novità direte voi. Una bella novità in terra italica dico io, invece. Per
lo meno a questo livello di risultati. Una mano non da poco deve averla data
sicuramente Ielasi, ma è nella struttura proprio dei brani e delle musiche
degli Sparkle In Grey che mi sembra più evidente il risultato di questa
alchimia. In passato avevo citato i Tape come possibile termine di
paragone. Oggi, direi soprattutto Piano Magic, non a caso citati dalla
band stessa nella press release. La conclusiva Delusion Song esemplifica al meglio questo discorso come Limporta faceva in apertura.
L’elettronica di Uggeri non nasconde un certo gusto retrò che aggiunta al basso va a collocarsi in territori molto simili a quelli di Glenn Johnson quando suona a nome Textile Ranch. Ma forse sono solo tutti quegli uccelli campionati e il ricordo della copertina di Bird Heart In Wool a farmi scrivere queste cose. Un disco nel suo genere riuscitissimo e anche abbastanza anomalo per il panorama italiano dove continuiamo ad eccellere soprattutto in droni e field recordings, spesso dimenticandoci del tutto della melodia. Qui la melodia c’è.
(7.0/10)
Scheda: Sparkle In Grey
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