L'Europa non si è mai tirata indietro nel dare il proprio contributo alla causa del nuovo dopopunk. Agent Side Grinder, Cheveu e il debutto sulla lunga distanza dei Black Bug ne sono la riprova. Il duo svedese, dopo gli usuali singoli apripista, rilascia quindici pezzi brevi (quasi tutti sotto di due minuti) furiosi come non mai. Un assalto frontale a base di synth ultra distorti, voci femminili sguaiate (Beating Your Heart Out, Sra) e feroci intermezzi strumentali (Mental Ray, Untergang).
Il parallelo con i primi Digital Leather o Lost Sounds sorge spesso spontaneo, ma è la brutalità spinta a caratterizzare l'esordio. Efferatezze come Razorface e Run giungono del tutto nuove e tramortiscono senza indugi.
(7.0/10)
Scheda: Black Bug (The)
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