Recensione
Similes Eluvium
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Pop ambient Voti redazione e staff

Eluvium

Similes

Temporary Residence

Matthew Cooper cambia spesso registro tra un disco e l'altro. Dall'esordio del 2003 con Lambient Material, fino a quest’ultimo Similes, ha quasi sempre spostato il baricentro.

E’ come se Eluvium esordisse ad ogni capitolo, aggiungendo o limando piccoli dettagli di uno stile che si direbbe tutto suo: un'ambient elettronica tastieristica dai ricami neoclassici.

In Similes c’è la sua voce ed attorno ad essa un completo restyling degli arrangiamenti, ora incasellati e non più fluttuanti e magmatici. Una voce che ricorda molto (e forse troppo) l'ultimo soprendente David Sylvian. Del resto, Eluvium ha sempre toccato con largo ritardo tematiche precorse da altri: la cifratura pianistica alla Sylvain Chauveau, i cui Le Livre Noir Du Capitalisme e Nocturne Impalpable del 2000-2001, già contenevano l’essenza dagli affreschi neo-espressionisti di An accidental memory in the case of death del 2004; così come le distorsioni auree di Talk amongst the trees erano figlie (e sfiguravano) al confronto di quelle di un Tim Hecker.

Similes inizia con la frondosa quiete di Leaves eclipse the light, prosegue sui tralicci pianistici della scintillante The motion makes me last, e tocca la buona combinazione di pause nella garbata Weird Creatures, fino alla lunghissima coda di Cease to know, la parte più monotona ed estesa del disco, e segno che le canzoni non reggono; l’altra metà il disco sconfina in un ambient da sala d’attesa, innocua e per questo obliabile.

Se fin'ora si potevano sprecare consonanze con Peter Broderick, Gregor Samsa, Max Richter, le note dell’ultimo Eluvium sono come lo zucchero nel caffé (tanto zucchero).

(5.0/10)

Scheda: Eluvium

Pubblicazione: 01 Febbraio 2010

File under: Pop ambient

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Salvatore Borrelli
Salvatore Borrelli (Album 2010)

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