Scafati sono scafati, i Nadàr Solo. Lo capisci da come agitano senza riguardo il loro punk-noise adatto ai classici turbamenti adolescenziali come a contesti meno in linea con i gusti massificati. Sicuri di potersela cavare in ogni situazione, grazie a un suono non troppo compromesso e capace di mostrare qualche ottima intuizione. Della serie un colpo al cerchio e uno alla botte, un occhio ai Ministri e uno alle innocue accelerazioni generaliste da teenager con poche pretese. Contrasti e collusioni che affiancano alle banalità telefonate di Un'ora sola la batteria isterica e fascinosa di Sette anni, ai Muse taroccati di Stato Maggiore gli scambi al fulmicotone di Cento Cose, al battere in levare da top ten di La Strada gli sviluppi noise di Cinque secondi. Il tutto scevro da difetti di forma, grazie a una produzione pulitissima e a testi proporzionati alle aspirazioni.
Buone potenzialità ma paracadute in spalla, per una formazione che ci piacerebbe vedere meno dipendente da certe dinamiche legate all'immagine.
(6.6/10)
Scheda: Nadàr Solo
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