Bob Blank è un produttore newyorkese, di quelli che si sentono citare meno, ma attivissimo, con lo studio di produzione Blank Tapes, tra metà Settanta e metà Ottanta. Un luogo baricentrico e pulsante, con una storia costellata di aneddoti: Arthur Russell che ci produce le proprie creature come Dinosaur L, tantissima disco music, il nichilismo pre-Ze Records, insomma quel melange proverbiale e propulsivo che insegnano a tutti, quando si parla di NYC.
Di questo vive la compila in questione. Non della mera produzione di Blank ma dello spazio che ha allestito per una decade buona. The Blank Generation – Blank Tapes NYC 1975-1985 è un tributo alla città e al momento in cui underground e overground a momenti si confondevano, almeno col senno di poi, e qui sta la questione. I Blank Tapes ospitavano uno spettro di musiche tanto diverse tra loro quanto tutte vicine, una volta entrate in quel circuito e nelle stanze di Bob. Vale a dire che la disco e la sofficità funk vi addensavano a sé anche i contributi di Sun Ra o di Lydia Lunch, e quindi di quegli insospettabili (o meno sospettabili) che senz’altro fanno da specchietto per allodole a chi legga la tracklist di Blank Generation.
Non di sola no-wave si viveva, opinione scontata. Ma è pur vero che si viveva di tanta, tantissima disco, di tanta mutant (I Got A Big Bee di Bumblebee Unlimited, pure con un pizzico di dub in Wax The Van di Lola), di tanto post punk ammorbidito (State Of Art dei The Necessaries, che sembra una cover di Cars di Gary Numan). Coltura perfetta per i segugi della Strut.
(7.0/10)
Scheda: AA. VV.
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