Recensione
Of The Blue Color Of The Sky Ok Go
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funk-power-pop Voti redazione e staff

Ok Go

Of The Blue Color Of The Sky

Capitol

Saremmo portati a dire che WTF?, primo brano e primo singolo da Of The Blue Color Of The Sky, sia una sorta di manifesto del nuovo approccio degli Ok Go. Niente più power-pop lineare, e al suo posto il singhiozzo animista – ma profondamente pop – di spezie funk liofilizzate. Torna principesca la figura di Prince (Skyscrapers), e con lui quella di tutto il pop sensuale degli Ottanta - delle musiche che non andavano necessariamente classificate sotto il prefisso synth- (che qui riecheggia in White Knuckles, End Love), che vivevano di chitarre e produzione, che si agitavano nelle charts anglosassoni.

Non è un caso se diventa rilevante, per il terzo disco dei chicagoani, la presenza del produttore Dave Fridman, all’attivo con altre realtà indie nobiliari o meno – Flaming Lips, Mercury Rev, Clap Your Hands Say Yeah, Weezer. La stanza dei bottoni è presente anche se non ingombrante, e contribuisce non poco a dare una vena raffinata alla pasta delle canzoni.

Gli Ok Go sembrano giocare la carta dell’eccentricità, difficile forse per piazzare una giocata vincente, se il proprio nome è da sempre associato a meccanismi semplici, idee efficaci e immediate. Eppure, i Nostri dimostrano di avere una certa abilità, a volte (Needing/Getting), nel decostruire il binario di marcia. Il passo successivo, non parlando di una band per pochi intimi, è fare zoom-out e cambiare scala. Da Here It Goes Again sono cambiate un po’ di cose, diciamo contestuali, nel mainstream, che dai Franz Ferdinand si è spostato qualche anno più avanti, a proposito di padri putativi: le mosse di Ok Go avvengono in una stanza già imbottita di suoni revivalistici, dove non è impensabile spendere pure un vocoder ultra-citazionistico (Before The Earth Was Round).

La sorpresa è semmai (ancora Frid, il responsabile?) l’impianto costruttivo di In The Glass, ballata finale che conduce l’ascoltatore dalle campane al rumore. Una gemma quasi glam, nelle armonie e nella prima metà del pezzo, psichedelica poi. Come ogni brano finale, una chiusura e una promessa…

(6.5/10)

Scheda: Ok Go

Pubblicazione: 31 Gennaio 2010

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