I precedenti lavori per Do Right!, Freedom No Go Die (2006) e Manifesto (2008), hanno imposto la Souljazz orchestra come fervida realtà dell’odierno panorama neo-funk-afro-jazz. Il passaggio nella casa del rinato Mulatu Astatke, ne consolida la posizione. Presentato come il loro album afro-jazz acustico, The Rising Sun combina la febbrile verve di Fela Kuti con certo jazz trascendente, in primis Pharaoh Sanders ma anche Marcus Belgrave.
Dopo l’inizio di velluto (Awakening), le danze partono con l’afro-beat di Agbara a cui seguono gli arabeschi Ethio-jazz di Negus Negast. Più spirituale di Nomo e Budos Band (ma meno in your face degli Antibalas), il combo canadese sa farsi easy listening senza cadere nel kitsch (Lotus Flower e Serenity sembrano farina del miglior Belgrave) vestendo panni post-bop come si usava alla Blue Note (Consecration). A chiudere, nonché a confermare, la ripresa di un classico minore dello stesso Pharoah Sanders, Rejoice (dall’omonimo lavoro del 1981), diviso in due parti e fastoso come in origine.
Il fan Gilles Peterson dalle frequenze della BBC di sicuro apprezzerà. Nondimeno noi.
(7.0/10)
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Sembra piovuto dal nulla ma da anni gira nell'underground out-hop USA. A Sufi And A Killer è una rivelazione. Oltre la Warp e l'Anticon, lo yoga e il misticismo, Tom Waits e Flying Lotus...
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