Recensione
Homes For Everyone Silver Ray
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art folk psych Voti redazione e staff

Silver Ray

Homes For Everyone

Broken Horse Records

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Questo disco, il quarto per gli australiani Silver Ray, riesce a piacermi nonostante faccia di tutto per sembrare un esercizio di paludato autocompiacimento. A dire il vero, mi piace proprio per questo, perché mette in opera un'ossessione talmente compiaciuta di sé da accadere in una dimensione fieramente autoreferenziale e quindi, in un certo senso, inattaccabile. Una cocciuta, raffinata e autarchica intensità che consente frequentazioni oblique attorno ad un comune denominatore tra il cinematico e il progressivo, con tutto quello che sta in mezzo e nei dintorni. Per dire, t'imbatti in una sorta di Ry Cooderammaliato dai Marillon più potabili in Piglet, nel mesto sipario di violoncello e pianoforte condito di visioni sfrigolanti Eno in 12 Miles, oppure nei soffici effluvi Air col glockenspiel ad altezza d'uomo in Not Far To Go, e poi ancora in quella sorta di John Parish incendiato art-glam di The Streets Of Melbourne e infine, ovviamente, nel cupo romanticismo Dirty Three solcato da ruggini corsare 90 Day Men in You Know The Truth quando non strattonati da una fregola Calexico in Trail Of Deception. A tratti ti sembra un estremo sussulto post-rock, ripiegato su se stesso e sbocciato ad una rinnovata generosità espressiva, pure col cuore in affanno e quindi poco propenso a festeggiare. Votato semmai a certe processioni crepuscolari Cave(Larisa) o ad angeliche agnizioni non lontane dai più eterei GY!BE o Sigur Ròs (la title track). Col loro desueto immaginario cosmico da camera, Cam Butler, Brett Poliness e Julitha Ryan riscoprono le potenzialità immaginifiche del rock pre-post, mettendo a segno la soundtrack perfetta per le vostre meditazioni più rudimentose.

(7.3/10)

Scheda: Silver Ray

Pubblicazione: 01 Settembre 2008

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2008)

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