Recensione
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Genere

low-fi rock

Data di uscita

Ottobre 2009

Pubblicazione

05 Febbraio 2010

Zero To 99

Boston Spaceships

Guided By Voices Inc.

Tranquilli, non si tratta dell’ennesima sensazione sulla quale Pitchfork sta per sbavare. Le “navi spaziali” bostoniane sono l’ennesima creatura di Robert Pollard, noto (?) ai più per aver guidato i padrini del low-fi Guided By Voices. Facce conosciute lo affiancano (basti quel Chris Slusarenko da parecchio fidato suo pard) in un’impresa che diremmo seria e anzi la più seria dalla fine dei GBV. Decollata nell’estate 2008, è proseguita con un tour, l’esordio buono Brown Submarine e un paio di 7”.

Il solito profluvio creativo di un artigiano sconclusionato e geniale, brontolerete. Sì e no, perché dopo una replica persuasiva come The Planets Are Blasted, il “difficile terzo disco” edito lo scorso anno e distribuito solo ora nel nostro paese possiede scrittura solida e policroma come non accadeva da anni. Immutato il quadro, dal timbro vocale tra McCartney e Stipe alle canzoni che, come figlie di Television Personalities statunitensi, arrivano da un universo parallelo nel quale il folk-rock dei ’60 s’è fuso con new wave e punk, saltando tutto quanto di deprecabile v’era in mezzo eccetto il power pop meno banale.

Valore superiore alla media e apici assoluti in Radical Amazement e Question Girl All Right, Go Inside e Exploding Anthills; la novità una propensione all’acida acusticheria che in Return To Your Ship e Godless recapita barrettiani gioiellini. Se interessati, sappiate che sono pronti un mini e il quarto 33 giri e oggi che autoprodursi dischi è più facile che mai, chi fermerà Robert? Noi no di certo.

(7.0/10)

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