La via italiana alla contaminazione tra hip-hop electro e sampling parte da gente come Marco Acquaviva. Il tag per il produttore milanese è uonchi, italianizziamo cioè la nozione UK e ci ritroviamo in un percorso che ha le mani in pasta con una sensibilità beat addicted de noantri. Il localismo implica un’amore tutto italo verso la melodia già sentita sulle prove fidget di Congorock e qui arricchita da vocine in elio, accenni glo (Exploitation), synth 80 (The Cheapest Space Travel), sirene grimey (Beginning) e trucchetti che faranno impazzire i nerd dietro la consolle.
Marco passa senza problemi dalle visioni di Badalamenti ai beat di Dabryee Madlib. L'eterogeneità segue un percorso personale che parte dalla fascinazione per l’abstract-hop (grazie probabilmente ai suoi trascorsi street) e arriva alle proposte ritmiche d’oltremanica in una lunga sequenza di tracce stringate che al massimo superano i tre minuti. Brevi pezzi manipolati artigianalmente con l’old school analogica nell’anima e il manuale di Ableton Live nella testa. Un piccolo manifesto a tratti interlocutorio ma che probabilmente getterà la base per un proseguio più omogeneo. Aspettiamo con fiducia il botto. E magari la nascita di una scena. Chiediamo troppo?
(6.9/10)
Scheda: Uxo
1
Moritz Von Oswald / Max Loderbauer / Vla...
Moritz von Oswald Trio - Vertical Ascent (8/10)
2
Antony and the Johnsons
The Crying Light (8/10)
3
Circlesquare
Songs About Dancing And Drugs (8/10)
4
Animal Collective
Merriweather Post Pavilion (8/10)
5
Harmonic 313
When Machines Exceed Human Intelligence (7.9/10)
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