Recensione
Caves Riccardo Dillon Wanke
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Sperimentale Voti redazione e staff

Riccardo Dillon Wanke

Caves

Sedimental

Da un lato c’è il Portogallo dei vari David Maranha, Manuel Mota, Rafael Toral, la Lisbona che Riccardo Dillon Wanke abita da anni, il lavoro concertato di club, etichette, musicisti, organizzatori, persone: quella che un tempo si amava definire una scena. Dall’altro, ciò che, ad oggi, e non ci si tacci ancora una volta di miope campanilismo, può ben definirsi una sensibilità tutta italiana, che accomuna una generazione di artisti che segue con originalità la strada maestra tracciata, è ormai più di un decennio, da intelligenze alla Ielasi – anche per questo lavoro produttore illuminato – e Sciajno. In mezzo c’è Riccardo Dillon Wanke, classe 1977, una famiglia che deve avere nel proprio dna il gene della musicabuona - suo consanguineo il giovane direttore d’orchestra Tito Ceccherini, oltre a quel Francesco Dillon di cui abbiamo recentemente parlato. Lo studio del pianoforte, dell’armonia, della composizione. Poi la passione per il jazz, la scoperta di un nuovo strumento, il sassofono: uno dei pochi mezzi (assieme alle chitarre, elettrica ed acustica, e ad una manciata di field recordings) di cui Riccardo abbisogna per assemblare un esordio sorprendente, pronto già da due anni, solo adesso licenziato in 500 copie dalla lungimirante Sedimental. La tecnica compositiva di Dillon Wanke è sparuta, essenziale: spesso semplice mappa geografica per un terreno greggio di natura improvvisativa. Oltre alla cura per la resa del suono nello spazio (l’ambient), oltre al lavoro certosino su timbro e colore (la classica contemporanea), c’è la strategia narrativa della reiterazione, il loop come elemento primario, la differenza e la ripetizione (il minimalismo), il montaggio delle scene, che dice di una sensibilità non comune (l’elettroacustica). Un viaggio affascinante tra spazi assoluti e deserti (lo scostante paesaggio sonoro caves, quello claustrofobico old man), suggestivi miraggi folk (il raga jest, la chitarra avantfolk di join), soliloqui di anime al limite dell’udibile (i lavori sugli armonici di e).

(7.5/10)

Pubblicazione: 01 Settembre 2008

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Vincenzo Santarcangelo
Vincenzo Santarcangelo (Album 2008)

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