Recensione
Early Georgia Anne Muldrow
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soul Voti redazione e staff

Georgia Anne Muldrow

Early

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Un 2009 positivamente prolifico - la raccolta di produzioni a nome Ms. One, il secondo album Umsindo (bellissimo, ma che pure lasciava sperare qualcosa di più), lo spigoloso Holy Smokes del compagno di vita Dudley Perkins (da lei musicato) - Georgia vuole chiuderlo in bellezza, pubblicando dieci pezzi scritti e registrati secoli fa, primissimi anni Duemila, quando aveva tra i diciassette e i diciannove anni.

Si tratta di ballad voce, piano & batteria totalmente immerse in un mood soulful (con punte praticamente gospel) sonnacchioso, fragrante e pulviscolare, come un raggio di sole mattutino che filtra dalle finestre attraverso le tende. Una early Georgia già sorprendentemente matura nell'interpretazione vocale (già padrona dei suoi sbilenchi saliscendi), influenzata dalla Badu - e questo lo sapevamo - ma soprattutto da Lauryn Hill, concentrata sulla forma-canzone e su testi generosamente naif, poco interessata invece a trick produttivi, meno dispersiva di quanto non sia oggi, più asciutta, anche se necessariamente meno decisiva e attuale (e non perché i pezzi abbiano ormai quasi dieci anni). Nondimeno, una Georgia affascinante.

Disco dichiaratamente minore (artigianale, domestico, acerbo), che illumina - se mai ce ne fosse stato bisogno, vedi il capolavoro Roses su Umsindo - il lato squisitamente cantautoriale della donna. Ma, soprattutto, un disco con alcuni pezzi di una bellezza abbagliante. In arrivo, tanto per non smentirsi in prolificità anche per il 2010, un Kings Ballad annunciato come il suo disco "più pop" di sempre.

(7.3/10)

Pubblicazione: 01 Febbraio 2010

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2009)

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