Life is Sweet! Nice to Meet You era disco parecchio atteso, dopo tutto l’hype suscitato a inizi 2008 dall’esordio Falling Off The Lavender Bridge, una quadratura del cerchio indie pop come non si sentiva da tempo, indice di un talento non proprio ordinario.
L’ex-Test Icicle Dev Hynes, preso il moniker Lightspeed Champion si era all’epoca abbeverato alle fonti americane di Omaha, Nebraska, presso la corte di Mike Mogis, vale a dire l’area Saddle Creek/Bright Eyes, confezionando un album di songwriting indie folk pop.
Per il seguito, ancora produzione americana, questa volta con il quotato Ben Allen (Gnarls Barkley e Animal Collective), che ha ben assecondato la voglia di suono americano del Nostro; alla base dell’album c’è questa volta una scrittura per piano e synth (mentre nel precedente era la chitarra acustica), tenendo comunque conto delle chitarre dal suono pulito, e di arrangiamenti curati. Non manca un’attitudine prettamente inglese che viene fuori nelle inflessioni ’70 pop rock soprattutto delle chitarre, come in Faculty of Fears, e in certe ballad dal tono powerpop magniloquente (Middle Of The Heart, un David Bowie periodo Hunky Dory, ma anche un Todd Rundgren); in influenze di teatro musicale e lirico (The Big Guns of Highsmith che sa di glam seventies con tanto di intermezzi simil operistici Sparks e Queen o se si preferisce il più attuale Patrick Wolf), non facendosi mancare un suono wave con una base countreggiante sotto (Madame Van Damme) e in generale un sottotesto di folk a stelle e strisce.
Un’attitudine giocosa e un po’ sopra le righe viene fuori qua e là, un andare oltre i generi guardandoli appena dal di fuori e come dissacrandoli con affetto, segno questo di una continua evoluzione. L’eclettismo non manca di certo a uno come Hynes e salutiamo allora il suo ritorno con tutto l’entusiasmo del caso.
(7.4/10)
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