Recensione
Imaginary Bridge Feldmann
Cover image
folk / blues Voti redazione e staff

Feldmann

Imaginary Bridge

Macaco Records

Un ponte immaginario. Quello che lega il folk astratto dell'esordio del gruppo Watering Trees all'elettro-folk-blues psicologico, onirico ed estremamente razionale che si ascolta in Imaginary Bridge; quello che fa da punto di congiunzione tra il Cesare Basile che di quel primo disco fu collaboratore illustre e lo Hugo Race produttore di questo (all'opera, in passato, anche nel Closet Meraviglia dello stesso Basile); quello che richiama la scena musicale catanese nelle persone di Marta Collica e degli stessi Tazio “Tellaro” Iacobacci e Massimo “Loma” Ferrarotti titolari della ragione sociale; quello che parte dalla Sicilia e finisce a mezz'aria, sospeso tra fermi immagine di un John Lee Hooker mano nella mano ai Tunng e con un vecchio cappello da cow-boy in testa.

Perché in questo consiste la formula del duo siciliano: chitarre acustiche essenziali su ammiccamenti da bottle-neck in acido (In The Water), grezze basi elettroniche su riff smozzicati (Share Your Time), ballads eteree e intimiste (Hour Of Need). Materiale ricettivo ma spietato, nei confronti di una tradizione americana (Miss I Don't Care) resa algida da linee melodiche che sono elaborati sussurri – Hugo Race docet – in bilico tra psichedelia e spolverate di jazz. Si perde in immediatezza e sintesi rispetto agli esordi, si gioca con gli spazi vuoti, ma si guadagna in pulizia, ordine e raffinatezza, nell'ottica di un prodotto destinato a svettare nel panorama delle produzioni indipendenti. A patto che non gli chiediate di recuperare quelli che del blues sono da sempre i tratti distintivi: fascino terreno e indole popolare.

(7.2/10)

Scheda: Feldmann

Pubblicazione: 29 Gennaio 2010

File under: folk / blues

| Archivio
Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2009)

Rss
copertina pdf #91