Mantenere la produzione al livello di lavori come Screamadelica e XTRMNTR deve essere affatto difficile, ma il punto è che Gillespie e soci sembrano fottersene allegramente. Così spendono titoli scrutando le potenzialità electro-noise, scavando con serafica impudenza attorno alle proprie radici funk e rock'n'roll, oppure - come nel caso del qui presente Beautiful Future - adagiandosi dalle parti di una pop wave ammiccante e turgida, quanto di più potabile si sia udito nei nove album fin qui licenziati dai Primal Scream.
Quel che penso di questo disco è un po' quel che penso di loro: una recita rock più faceta che seria, una baracconata che cova germi rabbiosi, vitalistici e anarcoidi ma al contempo sa di non poter evitare le stazioni del delizioso calvario-shobiz. Quindi tanto vale salire sul palco e indossare tutti i costumi del caso, siano pure certe glammerie sborone degne dei peggiori Aerosmith - Zombie Man - o la cassa in quattro più didascalica sulla faccia della terra (Uptown), roba da camaleonti prostituti ma lucidamente velenosi e maligni al punto giusto, un po' come fece a suo tempo Lou Reed col controverso The Bells.
Prendete Beautiful Summer, sorta di stolida ipnosi Depeche Mode, praticamente una strofa ripetuta con oppiacea ossessione: mentre ti senti piacevolmente raggirato, o per meglio dire preso per il culo, avverti che cova una ghignante irrequietezza, che qualcosa da qualche parte si dibatte per liberarsi dalle piacevoli catene.
Non so se sia giusto attivare questa chiave di lettura anche per l'incalzante cialtroneria di Can't Go Back, per quella sorta di miraggio Wire che è Suicide Bomb, per una Necro Hex Blues che - ospite Josh Homme alla chitarra - tritura misticanza Black Rebel Motorcycle Club e Bloc Party, e sia pure per quella I Love to Hurt- cantata assieme a Lovefoxx dei CSS - votata all'electroclash più sordido, comunque vi confesso che mi ci trovo bene. L'eccezione del caso è rappresentata dalla cover di Over & Over dei Fleetwood Mac in duetto con Linda Thompson, all'insegna di un languore soffice con quel pizzico di sberleffo che la voce di Gillespie non riesce ad evitare. Da cui ovviamente la regola esce confermata. Quanto a voi, mi pare di avervi avvisato a sufficienza.
(6.1/10)
Scheda: Primal Scream
Pubblicazione: 01 Settembre 2008
File under: electro rock
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