Recensione
Drawn In Basic Populous, Short Stories
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indie(pop)tronica Voti redazione e staff

Populous, Short Stories

Drawn In Basic

Morr Music

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Dopo essersi evidenziato come uno dei migliori italiani, se non addirittura il migliore, in ambito elettronico o indietronico, o come altro si voglia chiamare, il salentino Andrea Mangia aka Populous riesce con la sua terza fatica a raggiungere vette pop impensabili, facendo registrare un rilevante salto di qualità. Già nei suoi primi due album, seppur diversamente, era ben manifesta la sua notevole capacità di scrittura. Ma se in essi essa era piegata episodicamente alla mercè di glitch, IDM, hip hop destrutturato e a tutto ciò che andava a comporre la componente strumentale, oggi con Drawn In Basic Populous inverte la tendenza. Le sedici tracce contenute rivelano che è la melodia a imperare sovrana, tutto il resto deve assecondarla tacitamente. Così tra derive shoegaze, delicatezze pop e sospensioni ambient l’anima del disco si concretizza nell’eterea e malinconica voce di Short Stories, ovvero Micheal McGuire reclutato per l’occasione, dando vita a bozzetti crepuscolari, intimi e sognanti nella loro fugace brevità (difficilmente vengono raggiunti i tre minuti). Non è per niente azzardato affermare che in questo album Mangia è riuscito a fondere insieme Boards Of Canada, Smashing Pumpkins e My Bloody Valentine con un fare del tutto sinteticamente pop. Il riferimento alle singole canzoni sarebbe sconveniente, quando difficilmente si registrano cadute di tono. Qui non si fa indietronica di maniera, sembra invece che i brani siano stati catturati in volo, nella loro aleatoria essenza di passaggio. Proprio come i sogni.

(7.0/10)

Pubblicazione: 01 Settembre 2008

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Andrea Provinciali
Andrea Provinciali (Album 2008)

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