Recensione
Cover image
Genere

psych rock

Data di uscita

Febbraio 2010

Pubblicazione

25 Gennaio 2010

Retribution Gospel Choir

2

Sub Pop

Sostituito Matt Livingston con Steve Garrington al basso, e chiamato Eric Swanson (già al lavoro con Maroon 5 e ovviamente Low) al posto di Mark Kozelek alla produzione, il progetto Retribution Gospel Choir di Alan Sparhawk riparte da dove si era fermato, ovvero una voglia di scarica radicale, risalire la miccia fino all'innesco country rock - con escursioni power pop, palpiti psych e qualche tentazione hard - accaduto nella cuspide tra Sessanta e Settanta. Come se tre lustri passati a masticare, affinare, rimpolpare slowcore con la band madre fosse stato una conseguenza di quell'imprinting, un ricercarvi i codici e le declinazioni per il sentire contemporaneo.

Capita quindi di sentirci un senso di atto dovuto (non a caso il debutto era omonimo e questo s'intitola semplicemente 2), di missione da compiere anzi compiuta. Ci senti divertissement, inessenzialità ma anche un bel piglio sbrigliato e brusco da roba suonata per arrivare al bersaglio senza troppo garbo né giravolte. Divertitevi allora con l'apocrifo AC/DC di White Wolf, col Tom Petty carburato Big Star di Workin' Hard, col denso mesmerismo da Crazy Horse narcolettici di Electric Guitar, oppure semplicemente con l'innodia gridata al cielo di Hide It Away. Per poi acquietarvi nel drone weird folk di Bless Us All, che ancora un altro po' e ti ricorda un Peter Gabriel nientemeno.

Disco tutt'altro che indispensabile, ma ben fatto.

(6.9/10)

| Archivio
Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2010)