Recensione
La Primavera Dei Sordi Pennelli Di Vermeer
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Prog rock partenopeo Voti redazione e staff

Pennelli Di Vermeer

La Primavera Dei Sordi

La Canzonetta

A un anno di distanza dal loro esordio discografico (l’epTramedannata, pubblicato da La Canzonetta l’anno scorso, ma già edito precedentemente), ritornano i napoletani Pennelli di Vermeer. Il passaggio del tempo si fa sentire in una svariata serie di aspetti: più consapevolezza delle proprie capacità musicali, una composizione più matura, collaborazioni di tutto rispetto (Lino Vairetti degli Osanna, Sergio Maglietta dei Bisca e l’ex Polina Ercole Longobardi), una sfrontatezza ancora più accentuata e, per fortuna, la voce di Pasquale Sorrentino che si smarca da Caposselaper rendersi indipendente dagli scomodi (e antipatici) confronti. Rispetto al precedente lavoro in studio, La Primavera Dei Sordi sembra maggiormente orientato verso la canzone d’autore italiana di qualità, il cui riferimento principale, manco a dirlo, è Fabrizio De Andrè. Il progressive si tinge di cantautorato, in stile P.F.M., spaziando tra ballate introspettive, teatralità cabarettistiche (Autogestione), rivisitazioni folk alla Bisca (Tre Cadaveri Nel Cassetto), raffinate ballate (Cinque Minuti…Una Notte, Nel Giardino Di Belzebù), dediche un po’ ostentate (L’Urlo, scritta in omaggio al pittore norvegese Edvard Munch), lo ska (Manifesto cm 70 x 100) ed echi di rock inconfondibilmente seventies (Luce,Incuboinuncubo, Carogna) che riconducono, se qualcuno si fosse perso qualche passaggio, alla fonte ispirativa primaria: quel prog rock di marca partenopea che partendo da Balletto Di Bronzo e Osanna, conduce fino all’Alan Sorrenti di Aria. Sorrentino e compagni si misurano costantemente con il passato e il presente del rock più complesso, dimostrando di possedere sufficiente talento per camminare da soli, senza il rischio di cadere negli stereotipi stilistici a cui inevitabilmente sono sottoposte certe operazioni. La musica incontra il teatro, il gesto e il gusto per il paradosso, in un surreale varietà fatto di impegno e ironia.

(7.3/10)

Pubblicazione: 01 Gennaio 2008

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2008)

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