Recensione
Bouts-Rimūs Kabyzdoh Obtruhamchi, Michael Jantz
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psych Voti redazione e staff

Kabyzdoh Obtruhamchi, Michael Jantz

Bouts-Rimūs

Sturmundrugs

Weird flowers, strange fruits č il motto rivelatorio della Sturmundrugs, nuova etichetta di Donato Epiro. E mai frase fu pił azzeccata, almeno a giudicare dalla prima uscita. Ad inaugurare la label salentina č, infatti, la collaborazione a distanza tra Michael Jantz (a.k.a. Black Eagle Child) e Kabyzdoh Obtruhamchi, nom de plume del russo Sergey Kozlov.

In un’unica, lunga traccia da oltre un’ora suddivisa in 6 movimenti ed incastonata in una bellissima edizione fatta a mano, Bouts-Rimūs muove da una sorta di psichedelia d’accatto – slanci mediorientali e suggestioni psych-folk su un qualcosa vagamente simile a Sun Araw, Magic Lantern et similia – per arrivare ad una specie di rituale pagano, orgiastico e devastato nel finale, prima di spegnersi in un freak-folk arabeggiante ed evocativo. Nel mezzo ci si incanala, di volta in volta, verso droning rituale, percussivismo acceso di matrice industriale e psichedelia folkish sommessa, senza perdere il bandolo della matassa né il fluire magmatico della musica.

Un vero e proprio tour de force da alterazione dello stato di coscienza.

(6.9/10)

Pubblicazione: 18 Gennaio 2010

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