Recensione
Evil Urges My Morning Jacket
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Rock Voti redazione e staff

My Morning Jacket

Evil Urges

Rough Trade

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Come già abbiamo avuto modo di raccontare su queste pagine (SA#35), quella di Jim James e dei suoi My Morning Jacket è una delle parabole più affascinanti e significative dell’indie rock U.S. degli ultimi anni. Un percorso iniziale in sordina, istintivo, quasi a tentoni, con la sola guida di visioni rock, folk e country, e un’ideale epico e salvifico della musica; poi con Z (2005), l’album del definitivo breakthrough, qualcosa è cambiato. Non che l’incantesimo si sia del tutto spezzato come taluni credono, ma c’è stato un prezzo da pagare (la corsa verso miraggi pop-rock, ordinari e gratificanti), risarcito comunque dallo stellare live Okonokos (2006). Adesso, ringalluzzita e incoraggiata da un successo e una visibilità sempre maggiori, la band di Louisville si diverte a guardar giù dalla vetta, concedendosi i capricci e le indulgenze del caso, pur mantenendo personalità, vigore e cromosomi.

Da un lato, quindi, apprezzabili aperture soul cucite su misura dell’ugola di James (la title track, che pasticcia pure con southern rock e nebbie Ok Computer; Thank You Too, fra il Marvin Gaye più mieloso e il consueto afflato The Band; una Sec Walkin che rievoca malinconie fine ’70 alla Supertramp); scherzi di cattivo gusto come Highly Suspicious (un techno-funk parodistico allo stremo); azzeccate - quanto masticate - contaminazioni electro-wave-indie (Touch Me I’m Going To Scream pt 1 & 2, comunque eccellente). Dall’altro, ampi scorrazzamenti in un territorio dove sono padroni assoluti, dal Dylan rabbioso di metà ’70 di I’m Amazed al jangle-power-pop di Two Halves, dallo Springsteen di Aluminium Park all’hard di Remnants, fino alle ballad sopraffine Look At You e Librarians.

Insomma, Evil Urges è l’album imperfetto, strabordante e caotico di un gruppo potenzialmente perfetto, coeso e indicibilmente affascinante (la prova sul palco, è certo, deluderà difficilmente). Si prenda così come è, anche perché ciò che riesce a regalare - o anche solo a fare intravedere - è comunque merce rara di questi tempi.

 

(7.1/10)

Pubblicazione: 06 Giugno 2008

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Antonio Puglia
Antonio Puglia (Album 2008)

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