In Italia le miniere le hanno chiuse, ma solo per spostarle dove manodopera ed estrazione costano meno e fanno morti più silenziosi. I giacimenti dismessi sono diventati musei o peggio discariche illegali (ma anche legali) di materiali altamente nocivi. Canzoni a carburo. Memoria e miniera ravviva in un disco di quindici canzoni e un libro non meno denso la memoria di un mestiere maledetto e dimenticato come quello del minatore, che fece morti (Marcinelle, Monongah, Courrières), spacco famiglie e schiene, e con la silicosi i fiati di tanti uomini, fino alla morte, adulti quanto bambini.
I Secondamarea, duo toscano formato da Ilaria Becchino e Andrea Biscaro, hanno fatto prima di tutto un lavoro di ricerca tra la storia e la letteratura, radunando nel libro tante foto importanti, e poi stralci di articoli di giornale, atti di convegni e brani di Bianciardi, Pasolini, Weil e dello scrittore-minatore sardo Manlio Massole. A completamento le canzoni, per lo più autografe o vergate su testi dello stesso Massole, ma anche di Bassani ed Erri De Luca, in canovacci di folk scarnificato, per chitarra, contrabbasso, qualche volta fisarmonica e clarino (di Gabriele Mirabassi), con la voce della Becchino vibrante e popolare lungo la strada di Giovanna Daffini e soprattutto Caterina Bueno e quella di Biscaro più normalizzata, quasi dimessa.
Una raccolta di tracce dai toni elegiaci ed austeri, che nel descrivere la vita di miniera evitano ogni eroismo e nostalgica revanche, andando invece a sondarne tanti aspetti, dalla condizione femminile allo spopolamento di intere città (la desolata Ombre, dove le due voci s'incrociano), e mettendo bene in chiaro – vedi la vigorosa reinterpretazione del tradizionale Maremma in chiusura – come la storia di uomini e donne senza nome mandati sottoterra prima del tempo, e spesso per rimanerci, faccia parte della spina dorsale di questo Paese disgraziato e di questo pianeta tutto, ieri come oggi.
(6.8/10)
Scheda: Secondamarea
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