Hype incredibile, per Contra, forse di una consistenza mai vista nell’indie internazionale. Non si tratta solo dei soliti fake buttati nei p2p, o delle anticipazioni e delle pillole che non fanno che aumentare l’astinenza: attorno al seguito del self-titled dei Vampire Weekend si è creata un’attesa di una qualità diversa, trasversale, perchè instillata non solo nei fan ma anche nella critica. Con una settimana di anticipo rispetto all’uscita ufficiale, è ufficialmente lanciato il fotofinish del recensore, grazie alla pubblicazione sul My Space di tutto l’album, che macina migliaia di click al giorno.
E non c'è un ma: la band dimostra di saper fare il mestiere che è chiamata a fare, ovvero, al di là di tutto, scrivere canzoni convincenti. La formula non cambia, a primissimo ascolto. Il rondò in levare di Holiday rasenta la manualistica (nel rapporto refrain / strofa, pieno / vuoto) quanto la perfezione, specie nell’incastro di comprensibilità ed efficacia complete di chitarra e batteria. Due minuti o poco più. I VW sanno quando essere più scoppiettanti (sentite il tiro di Cousins, ma forse l’avete già fatto, guardando il video da un po’ presente sul tubo) e quando esserlo meno (Taxi Club). Sanno come guardarsi allo specchio ma anche come prendersi qualche libertà, nella forma di parziali aperture negli arrangiamenti. Questi ultimi sono la vera novità che c’è e non c’è. O meglio, c’è, ma con l'oculatezza di mettere il marchio inequivocabilmente VW sulle molteplici peregrinazioni presenti a volte dentro lo stesso brano. Estraendo dal cilindro, sul finale di Run (episodio armonicamente meno convincente), persino i New Order. Oppure occhieggiando divertiti e tra le righe alla dance hall, in Diplomat’s Son, prima che gli archi e la drum machine ci portino su altri paesaggi. E, volgendo al termine, allentando la presa in I Think Ur A Contra.
Contra è l’ideale compendio di Vampire Weekend. Solfeggio di cantautorato balearico, Police-iano, indorato e comunque secco, diretto, attualissimo. Esercizio di stile pop. Auto-manuale. Una sostanziale conferma di uno stile unico al mondo, fatta dal di dentro, perché in realtà i vampiri stanno giocando con se stessi, lo abbiamo capito. Per un sophomore è già molto, no?
(7.2/10)
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Sembra piovuto dal nulla ma da anni gira nell'underground out-hop USA. A Sufi And A Killer è una rivelazione. Oltre la Warp e l'Anticon, lo yoga e il misticismo, Tom Waits e Flying Lotus...
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