Recensione
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Genere

canzone d'autore

Data di uscita

Aprile 2009

Pubblicazione

10 Gennaio 2010

Mimmo Locasciulli

Idra

In clamoroso ritardo e facendone pubblica ammenda recuperiamo questo lavoro di Mimmo Locasciulli, il diciassettesimo di una carriera a latere rispetto ad altri della sua generazione ma non priva di passaggi essenziali. E il motivo di tale recupero è che uno di questi passaggi essenziali è proprio Idra, disco in cui il songwriter abruzzese se ne va a New York in compagnia del fido Greg Cohen ad incontrare tipi del tutto raccomandabili come Marc Ribot e Joey Baron, insomma quanta grazia. Locasciulli di suo tira fuori qui almeno nove canzoni (su dieci della tracklist) di pari bellezza e intensità, i raccomandabili (e con loro un Gabriele Mirabassi e uno Stefano Di Battista a tenere egregiamente testa) infarciscono il tutto di spremiture blues-jazz che instillano rumorismi trattenuti ma efficaci o squarci evocativi che hai voglia ad avercene. 


E allora viste le premesse non rimangono che da elencare i risultati, tutti molto tradizionali, ovvio, ma anche tutti pieni di idee, vibrazioni. Il blues lineare e metronomico di Scuro, organo a tirare le fila, sax inquieto, Ribot che fa Ribot (soprattutto nella versione Marc 'n' Roll in chiusura); la title-track malinconica e aurorale, ovvero come parlare di immigrazione lievemente e senza sociologie d'accatto. La svisata Ardecore del ritornello popolaresco di Senza un addio, e poi ancora una trafila di ballad classiche ma sostanziose e vive – come raramente ormai ne arrivano da penne italiane nate dal sessanta indietro (vero Fossati, Guccini, De Gregori?) – dove a variare è alla fine solo la direzione musicale intrapresa: latineggiante e smaltata dai piatti di un Baron totalizzante in Passato presente, vestita ad occasione da archi cinematici in Benvenuta, crepuscolare con gocce di glockenspiel e sax ad attraversare il cielo come un fascio di luce in L'attesa, palpitante di mandolini in Lucy, infine nuda nel pianovoce da brividi de Il bambino e il destino.


Che altro dire? Niente, se non che di Locasciulli così in lucore ce ne vorrebbero di più, visto che qualche verso di questi brani potreste portarvelo dietro, proprio per la vita («Tutti aspettano di salvarsi / come si aspetta in una stazione / come si tratta dentro a un mercato / dove il prezzo è già scontato»), e che canzoni così preziose e del tutto meditate, anche da chi le ha suonate, giustificano anche un recupero ad anno concluso, che tanto quello appena iniziato non ce le farà certamente dimenticare.

(7.8/10)

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Luca Barachetti
Luca Barachetti (Album 2009)