Tra la voce à la Eddie Vedder di Filippo De Paoli e un songwriting nervoso che ricorda i Pearl Jam, sembrerebbe quasi di trovarsi di fronte a un quadro clinico già definito, con i Plan De Fuga. E invece ci si accorge dopo qualche minuto di dettagli che stridono, come certe chitarre acustiche al posto delle elettriche e una scrittura che flirta felicemente con jazz e funk.
A creare continuità tra i cambi di umore repentini degli strumenti e le melodie istintive, una ritmica costantemente sincopata. Materiale che funziona negli episodi più strutturati (Fresh As Air) e un po' meno negli ammiccamenti palesi (Orange Room) ma che nel complesso fatica a far emergere un'identità precisa, pur offrendo qualche stimolo interessante.
(6.5/10)
Scheda: Plan De Fuga
Pubblicazione: 21 Gennaio 2010
File under: indie rock
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