La Sera Della Prima
Cover image
Genere

drammatico

Durata

124\\\\\\\

Sceneggiatura

F.F. Coppola

Cast

Vincent Gallo, Maribel Verdu, Alden Ehnrenreich

Musica

Osvaldo Golijov

Fotografia

Mihai Malaimare

Montaggio

Walter Murch

Data

03 Gennaio 2010

Uscita Film

Dicembre 2009

trailer

Segreti di Famiglia - Tetro

Francis Ford Coppola (USA, Argentina, Spagna, 2009)

Al cinema è arrivato il 30 novembre, un po' in sordina, un po' senza voler disturbare Segreti di Famiglia - Tetro, di Francis Ford Coppola. Passato a Cannes con grande attesa, segna il ritorno di Coppola alla regia e alla scrittura originale di un film dopo anni.

Il film comincia più che bene, con un ritorno a casa o meglio con un arrivo a casa per la prima volta di Benny, un bravissimo Alden Ehrenreich, dal fratello maggiore Tetro, il grande Vincent Gallo, andato via anni prima, a Buenos Aires, nel quartiere de La Boca. Il tutto è mostrato con un livido bianco e nero perfetto e digitale ma non abbacinante né iperrealista alla Mann. La costruzione delle inquadrature è sapiente e fatta a regola d'arte, le luci sono poste dove uno studente di cinema le metterebbe, i campi e i controcampi funzionano alla perfezione e il risultato ottenuto è quello di una totale fedeltà concessa al flusso visivo, un cieco colpo di fulmine che rapisce lo spettatore.

Il film nella prima metà, fino all'incidente di Benny procede a splendida velocità. Tutto fila come dovrebbe, occhieggiando a Pedro Almodovar, c'è Carmen Maura nel cast, e a molta storia del cinema, la vicenda avvince e convince ma d'un tratto tutto inizia a traballare. Purtroppo. Dal momento in cui il fratello minore decide di portare a termine il lavoro di Tetro, concludere una pièce autobiografica abbandonata da anni sulla figura paterna castrante e misteriosa, tutto declina, il film si fa lento e fastidioso. Stantio e ridondante. Se già prima, quando il film aveva entusiasmato, erano stati inseriti dei frammenti a colori nel flusso in bianco e nero e questo aveva galvanizzato per l'uso sapiente del flashback e del montaggio, ora, questi inserti si fanno estenuanti con la novità di brevi sequenze digitali rappresentanti scene di ballo che metaforizzano banalmente le vicende dei personaggi e simboleggiano la fragilità dei legami e delle emozioni. Troppo semplice, banale, affidarsi a questi mezzi quando il nome in cima al cartellone è quello di Francis Ford Coppola.

Si evince che Coppola trova nel mito greco e nella psicoanalisi una soluzione al suo film. Di rimozioni, conflitti irrisolti e pulsioni primarie inizia a infarcire il racconto che diventa scontato e fastidioso. Fratelli che son padri, padri che devono essere uccisi dai figli, madri che sono amanti e il tutto in salsa di pomodoro al basilico Corleone. Le sequenze drammatiche della veglia funebre del padre si tingono di colorazioni che rimandano a l'epocalità padrinesca delle successioni, delle famiglie che devono andare avanti sempre e comunque e, infatti, il film si chiude con Tetro che dice:“Siamo una famiglia.”

Coppola è da un po' in crisi artistica: il ruolo di ex-genio ostracizzato da Hollywood; la figlia stimata e brava e il figlio astro nascente che lo relegano a capo dell'American Zoetrope Production che più di un sonno gli ha rovinato; l'ultimo insuccesso- piaciuto molto a chi scrive- di Un'altra giovinezza (Youth without Youth, 2007). Il dubbio che resta è perché lasciar franare tutto nello scontato e banale psicologismo e citazionismo quando si ha in mano, fino a metà, un film perfetto? Per di più quando si tratta di un film che si è anche scritto e tanto amato?

copertina pdf #91