Malinconie da fine anni Novanta come The Propellors - che cita i Radiohead di Ok Computer rivisitandoli in chiave folk - fanno di questo Hold This Ghost un'opera revanscista. Per lo meno in parte. Parliamo di arrangiamenti ricercati ma non debordanti che lasciano il giusto spazio agli umori di chi ascolta; di musica acustica sospesa tra organi e chitarre, theremin e batterie essenziali, archi e fisarmoniche. Un breviario sul folk-pop degli ultimi quarant'anni che cita i Mojave 3 (Fits & Starts) come Simon & Garfunkel (Somehow Bound), sempre con piglio ammiccante e una latitudine di posa satura di morbidezze.
Che si scelga l'impasto vocale di Sleeping In Our Clothes o le voci appese a un filo di Like Home poco importa. E' l'intero lavoro a godere di un'ispirazione crepuscolare dalla vocazione apprezzabile.
(7.1/10)
Scheda: Musée Mécanique
Pubblicazione: 20 Gennaio 2010
File under: folk / pop
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